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Paese

Dati Generali
Il paese di Ierzu
Il paese di Jerzu, noto come la città del vino, infatti esso è famoso in tutta la regione per la qualità del suo vino, il Cannonau, il cui nome deriva dalla particolare specie dell'uva, è situato al fianco di una collina ubicata tra mare e montagna. Sorge su un antico villaggio agricolo, a 450 metri sul livello del mare. Il paese è circondato da maestosi tacchi calcarei, tra i quali l'enorme roccia di Corongiu che domina l'intero paesaggio.
Il territorio di Ierzu
Altitudine: 450 m
Superficie: 102,61 Kmq
Popolazione: 3.352
Maschi: 1.637 - Femmine: 1.715
Numero di famiglie: 1.374
Densità di abitanti: 32,7 per Kmq
Farmacia: corso Umberto Primo - tel. 0782 70039
Guardia medica: via Umberto - tel. 0782 70170
Carabinieri: via Umberto I, 473 - tel. 0782 70120
Polizia municipale: via V. Emanuele, 157 - tel. 0782 270023

FotoGallery



Storia

JERZU o HIERSU, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Lanusei, capoluogo di mandamento con giurisdizione sopra Ulàssai, Osìni, Gàiro, Tertenìa, Foghèsu. Comprendevasi nell’antico dipartimento della Barbagia nella regione poi detta della Ogliastra entro il regno di Plumino.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 71', e nella longitudine orientale di Cagliari 0° 24'.

Siede alla pendice orientale d’una lunga catena di colline non lungi dalla sponda destra del Bacunieddu, dove il suo corso a sirocco piegasi verso greco-levante. Il maestrale e il sirocco vi influiscono liberamente. Il caldo è nell’estate mitigato da’ venti marini, il freddo ben tollerabile nell’inverno. Nevica poche volte, piove copiosamente dall’autunno alla primavera, ma di rado nuociono i temporali. L’aria è sana, e sarebbe purissima se fosse maggior pulizia nel paese, e se le sepolture fossero meglio formate.

Componesi questo comune di circa 410 case disposte lungo contrade irregolari.

Il territorio è in gran parte montuoso. La massa più considerevole è l’altipiano che sorge alla parte di po-nente-maestro, sopra il quale levasi il Corongiu che è una gran rupe conica con la circonferenza di circa mezzo miglio alla base dal cui vertice distendesi lo sguardo a ponente sino a’ monti di Villacidro, a levante per molte miglia nel mar tirreno.

Le acque sgorgano in molte parti e danno origine a molti rivoli, de’ quali alcuni vanno nello Stanali, altri in quello di Genna-Cresia che ha principio in questo territorio a distanza d’un’ora dal paese.

Sono quattro le selve ghiandifere, che comprenderanno l’area complessiva di circa mezzo miglio. La specie dominante è il leccio.

Il selvaggiume è abbondante nelle solite comuni specie, cervi, daini, cinghiali, volpi e lepri, e pascono nelle regioni alte alcuni branchi di mufioni. De’ volatili sono parimente tutte le specie che si notarono negli altri luoghi, ma in maggior numero le pernici, e nel-l’inverno i tordi e i merli, de’ quali si fa gran cattura.

Popolazione. Nell’anno 1839 erano in Jersu 1700, delle quali 861 appartenevano al sesso maschile, 848 al sesso femminile, distribuite in famiglie 406. La comune del decennio dava nascite annuali 55, morti 30, matrimonii 12. Le malattie più frequenti sono infiammazioni di petto e dell’addome, febbri periodiche e perniciose, e reumatismi. Attende alla sanità pubblica un solo flebotomo.

Professioni. Si distinguono famiglie agricole 170, pastorali 65, meccaniche 40: quindi sono case di preti 2, e di notai altrettante.

Le donne lavorano in circa 330 telai. Vivesi comodamente. Le famiglie possidenti sono circa 330.

Alla scuola primaria concorrono 26 fanciulli.

In questo paese è la giudicatura, e si hanno le prigioni, dove sono custoditi i rei di maggiori delitti, sinchè siano domandati dalla prefettura. Esse sono, quali abbiam più volte descritto le prigioni baronali, luogo di mefite, di tenebre e di angoscia.

Agricoltura. Vi sono terre buone per i cereali e ottime per le vigne. Si seminano starelli di grano 900, d’orzo 420, di fave 200, di lino 200, di legumi 100. La solita fruttificazione del grano suol essere il 15, dell’orzo il 20, delle fave il 12, del lino il doppio del seme e 120 libbre per starello.

La vigna prospera come ne’ luoghi più favorevoli. Si coltivano tutte le viti, però le più comuni sono il cannonau e la vernaccia. I vini riescono di ottima qualità e però se ne fa gran commercio co’ genovesi. Quel che non si possa vendere si versa ne’ lambicchi e dà l’acquavite, della quale vendesi molto nel Sarrabus, nella Barbagia e in altri dipartimenti. Dalla vendemmia si hanno circa 60 mila quartare, della qual quantità passano nel commercio almeno i tre settimi.

Fruttiferi. La vegetazione de’ medesimi è felicissima. Le specie più comuni sono olivi, ciriegi, castagni, noci, peri, mandorli e fichi. Il numero grandissimo.

I predi intorno al comune dove si coltivano le viti, i fruttiferi e alcuni orti occupano non meno di quattro miglia quadrate.

Pastorizia. Nell’anno suddetto si numeravano nel bestiame manso buoi per l’agricoltura 300, vacche 70, cavalli e cavalle 130, giumenti 260; nel bestiame rude vacche 500, cavalli e cavalle 125, capre 3000, pecore 2500, porci 1600.

I pascoli sono abbondanti ed ottimi, e però sono copiosi e buoni i prodotti.

Commercio. Da’ prodotti dell’agricoltura possono questi terrazzani lucrare lire nuove 45000, da’ prodotti agricoli 6000.

Le vie a’ paesi vicini sono difficili; e si va a Ulassai (miglia 2) in ore 3/4 a Foghesu (miglia 7 1/2) in ore 3, a Tertenia (miglia 7) in ore 3, a Lanusei (miglia 5) in altrettanto spazio.

Religione. Jersu è compreso nella giurisdizione del vescovo d’Ogliastra, sotto il governo di un vicario e di due preti coadiutori. La chiesa maggiore è dedicata a

s. Erasmo. Le minori, una a s. Sebastiano nel paese, l’altra a s. Antonio di Padova in distanza di circa un’ora verso ponente, e la terza alla Vergine delle grazie in distanza di due ore e mezzo a levante nel luogo detto Pelau.

La festa principale è per s. Antonio di Padova con corsa di cavalli. Antichità. Non mancano in questo territorio le costruzioni noraciche, e ve ne ha uno presso al paese che dicono Sa domu dess’orcu.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Ierzu
1 Maggio: Madonna delle Grazie
13 Giugno: Sant'Antonio da Padova
25 Luglio: San Giacomo
15 Agosto: L'Assunta